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23 gennaio 2012
Il Governo ascolti chi protesta e criminalizzi i privilegi
Dopo
provvedimenti da lettera morta, nei confronti della casta: il governo ancora non
mostra di aver capito che la situazione in Italia non è più esplosiva, è già
esplosa. La gente, a ragion veduta, non
si fida più né dei politici né dei sindacati, pertanto chiaramente ogni accordo intrapreso con quest’ultimi poi
è inaccettabile per gli iscritti e non.
Le categorie dei lavoratori, seguono nuovi indirizzi. E al di là delle ideologie. Il blocco dei Tir, e gli
scioperi che seguiranno oltre a togliere introiti alle casse dello stato e punti
al pil - poiché se si blocca il commercio lo stato non incassa- ne sono
l’evidenza oggettiva. Il Governo, se si
vuol far ascoltare, lasci perdere l’art 18, e prenda provvedimenti di
applicazione immediata contro i soliti noti, che mai
rinunciano a qualcosa, e infine non limiti il dialogo con il cittadino
che invece sempre deve rinunciare, a meri contatti epistolari, via media. Il
Governo deve comprendere che ormai il privilegio, ogni privilegio, deve essere eliminato e criminalizzato pure se si vuol veramente
salvare un Paese, del cui per capire le proteste basta solo guardarsi
intorno. Se si ha voglia di
guardare.
Francesco
Mangascià
| inviato da ITALIASVEGLIATI il 23/1/2012 alle 14:27 | |
16 gennaio 2012
Tragedia Concordia, tutto sul Comandante non va bene..
Si quantificano già i danni,
per una cifra intorno i 93 milioni di $, e mentre si quantifica, si pontifica
pure sulla totale responsabilità del comandante della Concordia, naufragata nelle
vicinanze dell’Isola del Giglio, il
comandante capitano di lungo corso, Schettino, è stato arrestato, ma come l’ultimo dei
mostri, questo già stona da per sé. Schettino
stato accusato di avere abbandonato la
nave prima degli altri, cosa questa che se vera è assai disonorevole. Poiché saranno
enormi le cifre da versare che le assicurazioni, l’armatore, e il tour operator, (su cui è bene ricordare
che i diritti economici dei turisti che
sono rimasti coinvolti in questa tragedia se non vengono rivendicati entro 10
giorni, grazie all’attuale legislatura italiana, diventano inesigibili), non giudico opportuno
scaricare a priori ogni futura rivalsa su Schettino, un uomo ormai solo, che non potendo onorare cifre da capogiro, non può
e non deve diventare l’intero pagatore, perché
forse negligente, di persone morte, rimborsi vari, e anche del disastro
ambientale che rischia di sopravvenire al naufragio della Concordia, regalando così una franchigia totale o parziale a chi
dovrebbe veramente sostenere i costi, di quest’ultima tragedia.
Francesco Mangascià http://www.aduc.it/comunicato/tragedia+crociera+costa+solo+10+giorni+farsi_19877.php
| inviato da ITALIASVEGLIATI il 16/1/2012 alle 14:24 | |
12 gennaio 2012
Il regime avanza Pagate e Tacete
L’on.
Antonio di Pietro, ha torto quando definisce l’ inammissibilità, decisa dalla Corte Costituzionale dei quesiti
referendari un ‘rischio regime’, poiché
l’averli esclusi è di fatto un regime; non esiste altro modo per definire la
decisione di privare gli italiani della più alta espressione delle democrazie,
quella referendaria, su un tema come quello della legge elettorale. Quest’ultima
negazione dei diritti del cittadino dice, agli italiani, non avrete il diritto
di poter scegliere chi dovrete mantenere in Parlamento. Non diminuisce le responsabilità morali di chi ha
optato per quest’erronea arbitrarietà, l’intenzione, anticipatamente annunciata
dai partiti, di rifare la legge elettorale, visto che chi è delegato a farlo,
rimane quel Parlamento attuale, inviso alla maggioranza degli italiani. Pagate e
tacete.
Francesco
Mangascià
| inviato da ITALIASVEGLIATI il 12/1/2012 alle 13:56 | |
6 gennaio 2012
E meno male che si vergognava di essere italiana
L’INCHIESTA ESTERIL’accusa: contributi contro l’Hiv girati a una fondazione legata a Carlà Montefiori Video http://www.corriere.it/esteri/12_gennaio_06/montefiori-carla-bruni_42c98a2a-386a-11e1-86b7-c754a63c4545.shtml
| inviato da ITALIASVEGLIATI il 6/1/2012 alle 17:29 | |
4 gennaio 2012
L'Italia è ormai un paese da III Mondo
Invece di ascoltare tutti
questi grandi di economisti, questi
tecnici o quei ‘grandissimi’ politici
bravi coi numeri, perché non si dà una guardata a quello che fanno i paesi del
'III Mondo' , macchina a 1800 euro, Tablet a 30 euro. Nel nostro paese piuttosto che tentare un ripresa per l'Italia,
stanno tentando di trovare una ripresa per certi industriali italiani, e per i
finanzieri, sempre italiani, che ormai veramente
non valgono più niente di fronte a quelli Indiani e cinesi. Oltretutto la nostra situazione è paradossalmente nelle
mani di chi ha creato la crisi mondiale
di coloro che hanno voluto l’esperimento, ormai reale dell’euro, come moneta da laboratorio: l’esperimento
è fallito, l’euro magari rimarrà pure, ma ciò che si aspettavano dall’esperimento,
i benefici, mai avverrà, noi come italiani rimarremo pròstati in eterno ai
voleri, spacciati per valori, di una classe politica, incapace di amministrare il
paese e, che maschera con l’orgoglio nazionale, il tradimento, nei confronti
degli italiani, con cui regalerà grossi settori economici ai semifalliti di cui
sopra, raccontandoci la favola delle liberalizzazioni. Per rendersi conto è
sufficiente vedere ciò che producono e
poi ciò che spendono, in Italia un braccialetto elettronico per il controllo
dei detenuti costa 5000€, con gli stessi soldi in India ci compri tre macchine e tre tablet. L’Italia, è oggi un paese del III
MONDO! E non l’India. Noi italiani seguiteremo a far sacrifici per avere nulla in
cambio, fintanto che, ci negheranno la possibilità di mandare a casa con libere
elezioni, cioè senza porcate,questa classe politica asservita alla volontà
di finanzieri e agli egoismi di parecchi antichi industriali,
che non vogliono che si adottino regole
che leghino loro le mani, e che pretendono di venderci prodotti che non valgono
il 10% del loro valore reale. Noi Italiani siamo cittadini di un III Mondo, che
sta arrivando-
Francesco Mangascià
India: 1,4 milioni di
prenotazioni per il tablet da 40 dollari
Sono già 1,4
milioni le prenotazioni a due settimane dalla messa in vendita in India di
Aakash, il tablet più economico al mondo. Fabbricato in India dalla britannica
Datawind su contratto del governo di Nuova Delhi, Aakash, che significa
"cielo", costa 41 dollari contro i 600 dollari dell'iPad della Apple
http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/india-1-4-milioni-di-prenotazioni-per-il-tablet-da-40-dollari/85005/83394
India,
battaglia per l’auto più economica del mondo. Dopo Tata Nano, ecco la RE60
Bajaj Auto
ha presentato il primo modello a quattro ruote della casa costruttrice leader
mondiale dei rickshaw a tre ruote. Battezzata RE60, non si conosce ancora il
prezzo che però probabilmente non sarà molto lontano da quello della rivale
diretta venduta sul mercato indiano a meno di 1800 euro
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/03/india-battaglia-auto-economiche-mondo-dopo-tata-nano-bajaj-lancia-re60/181324/
| inviato da ITALIASVEGLIATI il 4/1/2012 alle 18:48 | |
29 dicembre 2011
NOTAI E PUBBLICISTI, CHE DIFFERENZE DI TRATTAMENTO!!
Se
la riforma degli ordini professionali inderogabilmente prevede, mettendo a rischio 80mila giornalisti, l’annullamento della distinzione tra
giornalisti pubblicisti e professionisti; il comma 5 dell'art 3 dl 138/2011
prevede che l'accesso a tutte le professioni intellettuali sia vincolato al
superamento dell'esame di Stato previsto dalla Costituzione; perché si è
protetta, sanando per decreto, firmato il 29 Novembre 2012 dal Guardasigilli
Paola Severino, la situazione di alcuni
notai che oltre a non aver superato l’esame preliminare per il concorso di
notaio, avevano ricevuto persino una dichiarazione di illegittimità dal Consiglio
di stato perché ritenuti non idonei a svolgere la professione di
notaio?
Francesco
Mangascià
FONTE
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/otto-notai-illegittimi-loro-guardasigilli-firmato-
| inviato da ITALIASVEGLIATI il 29/12/2011 alle 13:59 | |
27 dicembre 2011
La natura "nascosta" di Giorgio Bocca
Leo Longanesi disse, “I fascisti si
dividono in due categorie: fascisti ed antifascisti”. Alla seconda categoria
apparteneva Giorgio Bocca, che per la verità fino al 1943 è appartenuto anche
alla prima, dopo aver firmato nel 1938 il Manifesto in difesa della razza a
sostegno delle leggi razziali e che ancora nel 1942 scriveva “Sarà chiara a
tutti … la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come ribellione
dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù”.
Dopo l’8 settembre, dimostrando
ottimo intuito, divenne antifascista e come partigiano nella divisione
“Giustizia e Libertà” attese le truppe americane che risalivano la penisola per
liberare l’Italia. Il contrappasso lo raggiunse a guerra finita(!), quando come
responsabile dei Tribunali del Popolo partigiani, una sorta di industria della
vendetta e dell’odio, condannò a morte per fucilazione presunti traditori e
repubblichini.
Nel 1975 quando già si contavano i
primi morti, dopo aver firmato, con la solita compagnia di giro che a tutt’oggi
ci fa la morale, l’appello contro il commissario Calabresi, sostenne, assieme
al PCI, che le Brigate Rosse fossero una favola raccontata agli italiani dagli
inquirenti e servizi segreti. Nel marzo del 1980 disse ancora “la nascita del
terrorismo è stata tenuta a bagnomaria per costruire la teoria degli opposti
estremismi”, erano gli anni di piombo e il sangue di giudici, politici,
cittadini scorreva ormai da un decennio.
Più tardi, con un linguaggio da far
arrossire anche un tipo come Borghezio, vomitò odio anche sul Sud “Durante i
miei viaggi al sud c’era sempre questo contrasto tra paesaggi meravigliosi e
gente orrenda, un’umanità repellente”. Un commento insomma da razza padana,
cinico e sprezzante, non dissimile a quello che riservò, dimostrando
un’acerrima omofobia, a Pasolini.
Negli anni ottanta fu uno dei primi
giornalisti di un certo nome a frequentare con successo, anche economico, gli
studi Fininvest e le tipografie Mondadori, per poi considerare servi tutti gli
altri che l’hanno fatto dopo, e definire Berlusconi, in un afflato di lirismo,
“un maiale”. Si vantava di essere senza padroni, scordandosi che nel 1976,
fondò assieme a ad Eugenio Scalfari “Repubblica”.
Ci lascia un opportunista scaltro,
cinico, fascista quando Mussolini era all’apice, partigiano quando il regime
cadde e le sorti della guerra erano segnate, leghista quando Bossi predicava la
secessione e conquistava il Nord, Berlusconiano quando c’era da mangiare a
Fininvest, protagonista di Repubblica quando c’era da strisciare al fianco del
fallimentarista De Benedetti.
Insomma il classico percorso di tanti
intellettuali nostrani, un percorso a tratti indecente, viscido, fatto di
opportunismi e convenienze. Umana pietà per chi non c’è più e per chi ha lasciato,
ma ci si risparmi il frignare delle prèfiche inconsolabili che oggi lo
definiscono, con la solita ipocrisia, “Maestro”.
Milton da http://www.loccidentale.it/node/112373
BRAVO MILTON, ottimo epitaffio!!!!
| inviato da ITALIASVEGLIATI il 27/12/2011 alle 19:47 | |
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