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23 agosto 2017

Ischia e terrrorismo:L’Italia è un Paese assai più sicuro di altri paesi europei

Il vero problema dell’Italia è nella follia dell'auto-sminuirsi, di fronte ad altri paesi, in barba ai successi, e favorendo così la svendita di parecchi ‘pezzi del nostro Paese. Approfondendo, vorrei porre all’attenzione di chi lègge che, in Italia, a differenza di altri paesi europei i nostri sistemi di sicurezza antiterrorismo e servizi segreti fino ad ora hanno funzionato benissimo, nessun attentato come invece accaduto a ripetizione in Francia in Spagna in Inghilterra e in Germania, dunque l’Italia sotto l’aspetto del terrorismo è un paese assai più sicuro di anti altri, limitrofi e non. E questo nonostante tutta l’immigrazione che ci è caduta addosso; immigrazione di fonte a cui gli altri paesi Ue ci hanno lasciato soli. Crolla una gran parte di Ischia, un isola, e alla conta i morti sono due, e i soccorritori arrivati sull’isola salvano addirittura un neonato di sette mesi sepolto sotto le macerie assieme ai suoi due fratellini, ma dunque questi soccorritori e chi li dirige non sono poi così male! Un terremoto che scuote un isola alle nove di sera, poteva costare molto di più in termini di vite umane dunque bravi i servizi che contrastano il terrorismo e bravi gli operatori del terremoto. Alla luce di tutto ciò io direi che invece di lamentarsi per questo e quello bisognerebbe pure esultare per le vite salvate qui da noi, vite che, purtroppo, in altre nazioni sono ormai sepolte. Il mio non è un eccesso di nazionalismo ma una ferma presa di posizione, di fronte a intransigenti quanto petulanti lamentele di chi descrive il nostro paese come insicuro in mano solo a gomorra, mafia, o terremoti, criticando pure le barriere che impediscono il transito di grossi mezzi come quello che ha massacrato tante persone a Nizza. L’Italia è un Paese assai più sicuro di altri paesi europei. Francesco Mangascià


6 luglio 2017

Immigrazione, i porti chiusi degli altri e i nostri porti spalancati

La Ue a chiacchiere promette ma poi, nei fatti, succede peggio di prima visto che, Francia e Spagna, inizialmente poi anche Olanda e Germania, non permetteranno alle navi delle ong, di attraccare nei propri porti. Ma, se la mente non mi fa difetto, basta fare altrettanto; il trattato di Dublino, se non obbliga Francia e Spagna, all’accoglienza nei porti, non obbliga manco l’Italia, e ci si può ritirare senza manco discutere da quel trattato. Il 24 agosto 2015, la Germania decise di sospendere il regolamento di Dublino per quanto riguardava i profughi siriani allo scopo di poter elaborare direttamente le loro domande d'asilo. Altri stati membri, come la Repubblica Ceca, l'Ungheria, la Slovacchia e la Polonia, hanno di recente negato la propria disponibilità a rivedere il contenuto degli accordi di Dublino e, nello specifico, ad introdurre quote permanenti ed obbligatorie per tutti gli stati membri. Facciamolo pure noi, sennò sono solo chiacchiere. Non voglio entrare pienamente, per poca chiarezza di fonti, non propriamente verificabili, sulle dichiarazioni del portavoce della Marina di Tripoli, Ayyoub Qasem che, a detta di qualcuno accusava le ong di “incoraggiare i migranti illegali, che affluiscono in Libia da oltre 30 Paesi africani e non” e di “non curarsi minimamente della sovranità della Libia sul proprio territorio e, sulle sue acque territoriali”, al portavoce della Marina di Tripoli, casomai sia vero, c’è solo da rispondere che, la Libia è in grado, e ne ha il diritto, di difendere la propria sovranità dalle ong da sola, poiché le ong, possono essere facilmente messe in grado di non violare la sovranità nazionale delle Libia, non essendo armate: se lo fossero allora non sarebbero più delle ong ma dei combattenti illegali e come tali possono essere a rigore di legge trattate. Le cose basta volerle veramente poi si può perlomeno tentare di farle, dunque l’Italia chiuda immediatamente i porti, e la Libia difenda pure rigorosamente la sua Sovranità nazionale poi si vedrà che succede. Francesco Mangascià


4 luglio 2016

Volkswagen esclude rimborsi per i clienti in Europa? Volkswagen PAGHI!

La Volkswagen, se lo deve scordare di pretendere di evitarsi di fornire ai clienti europei compensazioni simili a quelle attuate nei confronti del mercato statunitense. Se Volkswagen la farà franca nel mercato europeo, ciò sarà solo grazie alla sudditanza dei politici europei felici di essere sottomessi alla Germania e immancabilmente sarà anche un ulteriore assenso alle ragioni del sì alla Brexit. Criminali di guerra perdonati, vittime di eccidi non risarcite, e adesso l’amministratore delegato, Mathias Mueller, si permette pure tranquillamente di affermare a Die Welt, che non saranno rimborsati come negli States i danni causati dalla disonestà del produttore di automobili tedesco. I tedeschi paghino. Francesco Mangascià FONTE Volkswagen esclude rimborsi per i clienti in Europa L’ad Mueller: «Un’eventualità del genere schiaccerebbe l’azienda» http://www.lastampa.it/2016/07/04/economia/volkswagen-esclude-rimborsi-per-i-clienti-in-europa-IaltuYlTj4uHPSCtM3fDhM/pagina.html


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