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7 aprile 2017

È lecito domandarsi chi è Donald Trump realmente?

Trump, ai suoi elettori, ha fatto tante promesse di risparmio, e visti i prezziari degli armamenti, Tomahawk Cruise Missile - $ 1.000.000, solo ieri col bombardamento della base aerea siriana di Shayrat, ha speso molto probabilmente quasi 60 milioni di dollari che se invece che ai produttori di armi, fossero stati investiti sui ‘veri’ rifugiati, avrebbero potuto conseguire qualcosa di positivo, e non di inutile e propagandistico poiché tanto Mosca rifornirà nuovamente Assad, degli armamenti di cui necessita. Trump, aveva promesso di trasferire l’ambasciata americana Gerusalemme, ma, da un po’ di tempo sembra che, questa oltretutto legge in vigore negli Stati Uniti per non essere applicata ha bisogno della firma per la sospensione semestrale del presidente in carica, se ne parli sempre di meno, nel frattempo la Russia di Putin, ha riconosciuto, dopo il Costarica, Gerusalemme est, come capitale di Israele, dimostrando che stavolta gli americani, quelli di Trump, non arriveranno, sempre che lo desiderino...., manco secondi bensì al massimo terzi. È lecito domandarsi chi è Donald Trump realmente? Francesco Mangascià


10 novembre 2016

Da Bob Dylan a Trump..

Il Nobel sulla letteratura peraltro pure mezzo snobbato ‘donato’ a Bob Dylan, e l’attuale vittoria di Trump in America, hanno comuni identificatori: carenza di letteratura mancanza di cultura, una totale assenza di genialità negli intellettuali e negli scrittori; dei vuoti che i signori della penna Maître à penser delle chiacchiere hanno riempito solo con supponenza, livore e arroganza, loro sanno tutto sono colti hanno studiato e gli altri o non contano niente o vanno ridicolizzati. Il risultato è che i Maître à penser non sanno più orientare né influenzare altro che gli editori che li pagano a commessa, e il Nobel per la letteratura va Dylan, poiché non c’è nessuno da poter premiare e, Trump, se vince alla grande e perché bisogna pure ammettere che per la Clinton non si poteva proprio votare, gli americani non ne vogliono sapere più dei Clinton, né delle loro fondazioni. Se poi alle tante crisi che si sovrappongono si uniscono a questi impoverimenti culturali, politici di mediocre spessore imitanti le uguaglianze sognate dal tuttologo di Treviri, cioè presidenti come Barak Obama che ha indebolito il ruolo americano nel mondo piegandosi ai diktat di paesi pericolosi, viene fuori il caos, a questo punto è chiaro che si sente visceralmente il bisogno di letterati che sanno parlare al cuore della gente proprio come la Harriet Beecher Stowe, e non del suo Zio Tom, premio Nobel preventivo per la Pace, il romanzo sì, l’uomo proprio no. Francesco Mangascià


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16 maggio 2016

Su un NewYork Times scadente, e su Trump

Trump, sarà pure antipatico, simpatico non lo è di sicuro, ma il pensiero unico mondialista, che lui aggredisce, lo è ancor di più visto che pretende di essere universale mentre nella sua realtà universalisticamente tutela solo gli interessi di un insieme di forze economiche: quelle del capitale internazionale. Alla fine guarda se non è Trump, che salva il mondo….dai cattivi: SuperTrump- Superman, che ha contro addirittura i Bush, che per l’occasione son passati dalla parte dei buoni, con buona pace del Nyt, ormai simile a un magazine di basso livello teso a parlare volgarmente di presunti scandaletti, invece di fare un informazione adeguata a un ben altro passato editoriale. Se proprio gli piacciono gli scandali, il Nyt, andasse a domandare a quel Santo di Obama come ha fatto a comprarsi una villa alle Hawaii una gigantesca villa a Waimanalo, sulle spiagge hawaiane, per 8,7 milioni di dollari, con uno stipendio annuo di quattrocentomila dollari più vari ed eventuali benefit e per chi lavorava, cioè chi lo pagava, a Marty Nesbitt, ex tesoriere che aveva ricoperto l'incarico durante il primo mandato di Obama, mentre ha fatto l’acquisto per conto del Presidente premio Nobel preventivo per la pace. Francesco Mangascià


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