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27 agosto 2018

Protestiamo per la presenza dell'Iran come ospite d'onore alla Fiera del Libro a Torino

Petizione: https://chn.ge/2w9BoeW La decisione di invitare l'Iran come ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino per il 2020 è un fatto gravissimo e senza precedenti in Europa. Si tratta di una dittatura e di un regime in cui non è possibile distinguere fra società civile e governo, dove vige la più spietata censura, dove molti scrittori e giornalisti sono stati condannati al carcere e alla tortura per svariati reati di opinione e che ha condannato a morte dal 1979 Salman Rushdie. Per questo ospitare l'Iran significherebbe legittimare quella dittatura che sopprime la propria popolazione e che finanzia il terrorismo in tutto il Medio Oriente. Un regime, l'Iran, che ha l'obiettivo ufficiale di distruggere Israele e di buttare a mare gli ebrei. Per questo nel 1979 hanno ucciso il cittadino ebreo iraniano Habib Elghanian appena presero il potere, per questo hanno compiuto attentati contro le comunità ebraiche in Argentina, per questo finanziano metà del budget di una organizzazione terroristica come Hamas che vuole distruggere Israele e lancia missili sul suo popolo, per questo in Libano hanno riempito Hezbollah di missili, per questo negano l'Olocausto. Mentre in tutta Europa assistiamo a una terribile ondata di antisemitismo e i simboli ebraici scompaiono, l'Italia non può consentire che questo regime sotto sanzioni ed embargo internazionale, un regime che brucia la bandiera con la Stella di Davide nelle sue manifestazioni pubbliche e che chiama Israele "cancro", diventi l'ospite d'onore nella sua principale fiera culturale. Si chiede pertanto la cancellazione di una decisione che disonorerebbe l'Italia e lancerebbe un pericoloso messaggio alla comunità internazionale. LINK https://chn.ge/2w9BoeW


19 gennaio 2009

Una Norimberga per Hamas

Il guru dei diritti umani Cotler vorrebbe portare gli islamisti davanti ai giudici dell’Aia. I sei capi d’accusa

Una volta terminate le operazioni militari nella Striscia di Gaza, inizierà il balletto legale intorno alla Corte penale internazionale dell’Aia. Un film già visto nel 2002 con la campagna “Scudo Difensivo”, quando le Forze di Difesa israeliane, al comando di Ariel Sharon, dopo due anni di attentati suicidi nelle città ebraiche, andarono a stanare i terroristi dentro i territori palestinesi. Mercoledì il ministro della Giustizia israeliano, Daniel Friedmann, si è messo al lavoro con un team di esperti per rispondere al fuoco della giurisprudenza antisraeliana e umanitarista. Il Palestinian Center for Communications and Research ha annunciato azione legale sui “crimini di guerra” d’Israele. Anche alcuni municipi israeliani, come Sderot e Ashkelon, bombardati da Hamas, vogliono muoversi. Ieri l’ambasciatrice israeliana all’Onu, Gabriela Shalev, ha avviato una pratica contro Hamas per aver usato i palestinesi come scudi umani. Intanto la Croce Rossa internazionale conferma che Israele non ha fatto alcun uso improprio delle bombe al fosforo bianco. Cadrà così – pare – uno dei miti neri della disinformazione.

Ancora una volta mass-media, organismi internazionali e influenti organizzazioni non governative gettano accuse su Israele. Durante la guerra in Libano del 2006 i gruppi per i diritti umani, in particolare Human Rights Watch e Amnesty International, si affrettavano a diffondere condanne dei “crimini di guerra” di Israele. Nel villaggio di Qana, Human Rights Watch sostenne, senza prendersi la briga di alcun controllo sui fatti, che gli israeliani avessero fatto strage di civili. I titoli su giornali e tv mondiali spinsero il primo ministro israeliano Ehud Olmert a decretare una tregua che diede a Hezbollah l’opportunità di riorganizzarsi. Human Rights Watch corresse poi accusa e cifre, ma la ritrattazione passò inosservata. 

Il giurista di Harvard Alan Dershowitz ha scritto sul Los Angeles Times un editoriale sui “crimini di guerra di Hamas”. Ma a spezzare l’incanto antisraeliano ci ha pensato il guru dei diritti umani Irwin Cotler, ex ministro della Giustizia canadese e più alto magistrato del paese, docente di legge alla McGill University tirato in causa nelle controversie legate al diritto internazionale. Nonché liberal d’antan e difensore di Nelson Mandela. Un pedigree ineccepibile. Cotler è appena tornato dalla Striscia di Gaza, dove si è recato per stilare un rapporto sulla violazione delle regole di guerra. Risultato: “Hamas è un caso da manuale nella violazione della legge umanitaria internazionale”. Secondo il professor Cotler, è Hamas che dovrebbe essere portata davanti all’Aia. E Cotler convalida la propria asseverazione in sei punti.

Primo. “L’attacco deliberato di civili è in sé un crimine di guerra”. E’ il lancio giornaliero di missili da Gaza verso città, ospedali, scuole, asili nido e case dei civili israeliani che abitano tra Beersheva e Sderot e Ashkelon. Parliamo di 5.700 razzi e 4.000 obici di mortaio lanciati da Hamas a partire dal 2005, l’anno del ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza (da allora l’unico cittadino israeliano presente nella Striscia si chiama Gilad Shalit, è il soldato di leva sequestrato da Hamas due anni e mezzo fa). Da quando nel 2000 sono iniziati i lanci palestinesi da Gaza, i razzi hanno ucciso 19 israeliani. Dall’inizio della controffensiva sono stati lanciati 683 ordigni palestinesi sulla popolazione israeliana: sei civili uccisi, 53 feriti, oltre 200 persone soccorse per shock. E un milione di israeliani sotto tiro, privati della libertà di movimento.

Secondo crimine di guerra. “Gli attacchi portati da Hamas dalle aree civili, siano appartamenti civili, una moschea o un ospedale, al fine di rendersi immuni da una risposta di Israele”. Spiega Cotler che “i civili sono persone protette e le aree civili sono aree protette. Ogni utilizzo dell’infrastruttura civile per lanciare bombe è in sé un crimine di guerra”. Come ha scritto l’esperto di diritto internazionale Yoram Dinstein, “se si verificano vittime civili in conseguenza del tentativo di porre i combattenti al riparo dietro ai civili, la responsabilità ultima ricade sul belligerante che ha messo a rischio in questo modo dei civili innocenti”. La responsabilità è di Hamas che spara dalle case e lascia che sia la popolazione locale a subire i colpi della controffensiva israeliana. L’alto tasso di perdite civili rispetto a quelle dei miliziani è dovuto alla scelta di Hamas di nascondere i propri combattenti nei quartieri civili, anziché affrontare le truppe israeliane. Pochi giorni fa un’intera famiglia palestinese è stata uccisa durante un bombardamento a Gaza City. Nella casa si nascondeva Iman Siam, il sanguinario fondatore del programma di lancio dei Qassam e il capo dell’artiglieria di Hamas. Assieme al predicatore di Hamas, Nizar Rayan, l’aviazione israeliana ha assassinato le quattro mogli e undici figli. Sebbene Israele avesse preavvertito il jihadista dell’attacco, la famiglia ha preferito morire. Non solo. Il giorno prima Rayan aveva convocato tutti. “Chi vuole morire da martire con me?”, ha chiesto ai figli. “Papà, lo vogliamo tutti”. E così è stato. L’esercito israeliano ha appena scoperto uno zoo e una scuola di Gaza minati da Hamas. Lo ha spiegato il parlamentare di Hamas Fathi Hammad: “Abbiamo formato scudi umani di donne, di bambini, di anziani e di mujahideen per sfidare la macchina di bombardamento sionista. E’ come se in questo modo loro dicessero al nemico sionista: ‘Noi desideriamo la morte così come tu desideri la vita’”. C’è un video, consultabile sul sito del ministero degli Esteri israeliano, che mostra come Hamas catturi bambini per strada e li disponga come scudi umani presso gli edifici. Una tattica nota. Il 20 novembre del 2006, l’esercito israeliano ordinò l’evacuazione della casa del capo terrorista Waal Rajeb al Shaqra. Hamas rispose convocando decine di bambini e donne presso la casa. Il portavoce dei terroristi, Musheir al Masri, arrivò sul posto con un “patto di martirio per il bene di Allah” da far firmare ai civili.

Secondo il professor Cotler, Hamas ha violato la quarta convenzione di Ginevra e le regole della Corte dell’Aia con (terzo capo d’accusa) “l’abuso dei simboli umanitari al fine di lanciare attacchi. Come una ambulanza per trasportare combattenti o armi o camuffarsi da medico in un ospedale o usare il logo dell’Onu”. Alti comandanti di Hamas si sono nascosti nel reparto di maternità dell’ospedale Shifa di Gaza, usano l’ospedale per conferenze stampa, al riparo dal fuoco israeliano. Per lo stesso motivo, forze di Hamas si nascondono nei pressi di edifici che fungono da sedi di varie organizzazioni internazionali, come la Croce Rossa e le Nazioni Unite. Almeno 13 giornalisti palestinesi sono stati arrestati e torturati dalle milizie di Hamas da quando il movimento ha preso il controllo totale della Striscia di Gaza nell’estate del 2007. Le famiglie di 450 palestinesi uccisi negli scontri fra Fatah e Hamas hanno chiesto ad Abu Mazen di adoperarsi per portare alla sbarra le milizie “assassine” di Hamas per le “atrocità” commesse.
Per non parlare della dissacrazione delle moschee da parte di Hamas. Come quella Ibrahim al Maqadma a Beit Lahiya, così chiamata in nome del capo terrorista responsabile dell’uccisione di 17 israeliani su un bus di Haifa. L’aviazione israeliana l’ha colpita perché la moschea era usata come santabarbara, centro di reclutamento di miliziani e base militare. Un video lo dimostra.

La quarta violazione, contenuta anche nella carta di Ginevra, è “il pubblico e diretto incitamento al genocidio”. Cotler indica la stessa Carta di Hamas del 1988. Si parla di ebrei, li si addita come passibili di morte, si giustifica l’omidicio con le scritture coraniche, si persegue l’annientamento di donne, vecchi e bambini ebrei. “Ho visto in tv leader di Hamas riferirsi a Israele e agli ebrei come a figli di scimmie e maiali” scrive Cotler. Sui testi scolastici voluti da Hamas in due anni, gli ebrei sono chiamati “serpi assassine”.

Quinto capo d’accusa, Hamas è colpevole di “crimini contro l’umanità” per la campagna a suon di kamikaze e razzi con cui ha messo in ginocchio la società israeliana. In quella palestinese non esistono modelli più grandi dei terroristi suicidi. Istigazione e indottrinamento all’odio sono l’esposizione più tossica dei nostri tempi: forgiano l’ambiente che permette al terrorismo genocida di affermarsi come norma sociale accettata e approvata. Un odio che declina gli ebrei come “maiali”, “immondizia”, “germi” e “parassiti”.

Infine, c’è il crimine di guerra del “reclutamento dei bambini”. La maggior parte dei bambini ospitati nei campi estivi gestiti da Hamas nella Striscia di Gaza ha un’età che varia dagli otto ai 17 anni. Viene loro insegnato a usare armi automatiche e maneggiare granate, a immolarsi con la dinamite e li si avvia al sacrificio islamista. “Sto imparando come uccidere bambini ebrei” ha dichiarato al quotidiano Yedioth Ahronoth il piccolo Muhammad, undici anni, ospite di un campo di Hamas.
Grazie a un giurista come Irwin Cotler, si potrà ancora sperare che il diritto umanitario non venga definitivamente trasformato nell’ultimo rifugio di ipocriti e canaglie e nello schermo con cui i guerrasantieri si sono fatti beffe. Quel diritto è uscito dalle rovine della Seconda guerra mondiale ed è costruito sui morti di Hiroshima, Dresda e San Lorenzo. Non merita di finire nel mattatoio di Hamas. Questa invece meriterebbe la sua Norimberga.

(Nella foto: Da destra a sinistra, i leader di Hamas Saeed Seyam, Ismail Haniyeh, Mahmoud al-Zahar e Nizar Rayan a Gaza il 20 febbraio 2006 - foto Reuters)

Leggi Nostre signore di Allah di Cristina Giudici e Diana Zuncheddu

di Giulio Meotti
http://www.ilfoglio.it/soloqui/1717


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18 gennaio 2009

Gaza/tregua: Assassinare non è un diritto

Alcuni dei politici, D’Alema uno di questi, che sinistramente frequentano al Tavola della Pace, nella realtà del loro dire non sono in cerca di pace, sono solo contro Israele, poiché cinicamente, quando parlano dei morti di Gaza, ignorano quelli di Israele, così facendo vogliono che si legittimi il terrorismo di Hamas e con esso il diritto di uccidere un essere umano se è israeliano, senza che questi abbia il diritto di reagire, di danneggiare in modo grave ciò che appartiene a un israeliano, senza che chi lo protegge possa difendergliela, D’Alema e anche quel Ferrero capo di Rifondazione, quando opprimono ideologicamente lo stato di Israele, con dichiarazioni che pretenderebbero che questi debba tollerare il lancio dei qassam sui propri cittadini, senza reagire militarmente, sono praticamente schierati con chi usa il terrorismo come mezzo di dialogo persuasivo. Istigano. Assassinare la gente, così come fa Hamas, è una scelta e, non può, non deve, diventare assolutamente un diritto, così come il difendersi non dovrebbe essere solo un diritto, ma bensì un dovere.
Francesco Mangascià


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18 gennaio 2009

Provassero a bruciare questa di bandiera..

 

Maurizio Gasparri: «A destra da sempre siamo stati con Israele. D'Alema dice sciocchezze, vada a fare la valletta da Santoro».

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200901articoli/40138girata.asp


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16 gennaio 2009

Lucia Annunziata ha ragione contro Santoro e la prova è nella risposta di Marco Travaglio a una mail su Gaza

E' nella lettera, di Marco Travaglio, inerente, la  propria posizione in questo conflitto di Israele con Hamas, la prova che, Lucia Annunziata ha avuto ragione, quando per dignità si è rifiutata di proseguire a far parte di una trasmissione in cui la legge del linch, palestinista, pretendeva che si impiccasse Israele. Brava Lucia! Santoro, conoscendo la posizione di Marco Travaglio sul tema di ieri sera , si era infatti  ben guardato dal farlo presenziare,  Annozero di ieri sera, era una boiata contro Israele, in cui la si voleva solo condannare, senza vero interesse alla pace.
Francesco Mangascià

La risposta di Marco Travaglio a una mail su Gaza

 Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un'organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani (di origine ebraica e palestinese, cittadini di uno Stato discutibile finchè si vuole, ma democratico). Da tre anni, dopo il ritiro di tutti i soldati israeliani dalla Striscia, quel che accade a Gaza non è più responsabilità di Israele, ma del governo di Hamas, che anzichè lavorare a costruire lo Stato palestinese, s'è occupato di distruggere quello di Israele. L'ultima volta l'ha fatto un mese fa violando unilateralmente la tregua a suo tempo firmata e riprendendo il lancio di missili su centri abitati e uccidendo civili, anche bambini. Di qui la reazione di Israele. I paragoni fra il sequestro della Achille Lauro da parte di una frazione dell'Olp negli anni '80 e il terrorismo sionista degli anni '30 e '40 del secolo scorso non hanno alcun senso: sequestrare una nave italiana piena di civili e uccidere a sangue freddo un ebreo paralitico in carrozzella non c'entra nulla con la guerriglia finalizzata allo stato palestinese. E salvare un assassino come Abu Abbas dalla giustizia (che l'avrebbe condannato per omicidio e sequestro di persone all'ergastolo) per consegnarlo a Saddam Hussein, cosa che fece Craxi dopo Sigonella, è un atto inqualificabile che non va mai dimenticato. Cordiali saluti, Marco Travaglio.

http://www.liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/comments/2141661


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13 gennaio 2009

Differenze tra le V1 e le V2 su Londra e i qassam e Grad su Israele

 

 Sopra La minacciosa ombra di una Fieseler Fi 103 conosciuta come V1 e un missile V2, il primo missile balistico,  in partenza. Dal 15  Giugno del 1944, data del primo lancio delle prima V1 su Londra i nazisti fecero parecchi guai causarono parecchi morti con queste loro invenzioni di morte. Gli inglesi, un anno dopo nel 1945, replicarono poi  bombardardando Dresda col fosforo, Oggi che Israele è sottoposta allo stesso tipo di lanci, da parte di Hamas, e reagisce si urla che non dovrebbe farlo. Ma ciò che vale ed è valso per gli altri, vale anche per Israele o, gli ebrei e gli israeliani sono da considerare, per i critici del suo diritto alla difesa,  esseri umani di seconda categoria? Francesco Mangascià


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