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21 marzo 2017

La Rai la Censura il politically correct mala tempora currunt

Ma tutta sta vicenda che vede il licenziamento di Paola Perego, 8speriamo che non la mettano su pira e poi la brucino come strega...) e la cancellazione di una trasmissione, Parliamone sabato, in cui è forte la provocazione sulle donne dell’est, serve a intronizzare il politically correct o piuttosto è l'ennesima manipolazione di una televisione di stato che oltre far propaganda gratuita, coi soldi di quelli che pagano il canone, ai politici seguita passare lo stipendio a dei dirigenti senza incarico, che se dirigono se non hanno incarico..., adesso si incorona come regina della moral comune; a me nonostante le lamentele non mi viene da riuscire a capire come si faccia a far tutto questo marasma, dopo che la televisione di stato ha trasmesso richieste da una parte di linciaggi castrazioni di stupratori e , dall’altra tolleranza su degli atti criminali da brivido: per chiuderla, per me che piaccia o meno quanto accade è censura, è un atto di censura orripilante, perché una persona è libera di pensarla come preferisce e, se c’è chi si offende, non deve far altro che cambiare canale. Tanto chi ci rimette è sempre il contribuente, che mentre sproloquiano o se autoincensano, deve continuare a pagare ciò che un certo Renzi aveva promesso di eliminare cioè il canone. Il tutto mentre questi fanno pure gli eroi della morale. Mala tempora currunt, con questi che ti dicono tanto comandiamo noi e facciamo come ci pare: fino a che comandi poi vedi dico e tanti altri. Via il Canone… Francesco Mangascià


19 settembre 2016

Le bombe di New York e il politically correct che aiuta il terrorismo di qualsiasi colore

Questa bomba a New York come anche le altre sono crimini, stragi, a consumazione anticipata; è sufficiente porre in essere una condotta che possa integrare tale fattispecie di reato; le bombe chiunque le metta, sono sempre degli atti terroristici, le bombe come questa ultima di New York non sono esplosioni incidentali, sono premeditate il non volerle definire terroristiche, è la dimostrazione più evidente della morte della verità e della democrazia in nome dell'ipocrisia incarnata in quell'atteggiamento sociale detto politically correct che, non è una netiquette che giustamente un editore può imporre poiché pretende che a casa sua si osservino determinate regole ma, altro non è che una vera a propria dittatura sul linguaggio imposta a livello politico e giudiziario. . Il politically correct, che pretende di non chiamare con il nome esatto dei terroristi o le loro azioni è alla luce di questi fatti un aiuto del terrorismo, e dunque merita di essere demolito come oppressore della libertà di opinione e soprattutto come falsificatore delle verità. Francesco Mangascià


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