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Diario
 



20 gennaio 2017

Terremoto, terrorismo, slavine mortali e questi pensano a Craxi?

E’ sicuramente innegabile che, l’Italia è un paese in fortissime difficoltà, vuoi per la crisi economica che, sconvolge equilibri in tutto il mondo e, adesso attraversa anche dei disastri naturali come il terremoto prima e poi la neve le slavine in aree già depresse dai sisma, e mettiamoci pure il terrorismo e il fenomeno degli immigrati che poveracci pensano che venendo in Italia risolveranno i loro problemi e invece finiscono al freddo e in mezzo alla strada, ma in mezzo a tutto ciò, un ministro Alfano, va a far visita sulla tomba di Craxi in Tunisia e, il sindaco di Milano, Sala, rilascia dichiarazione in cui si dichiara disponibile a riaprire la discussione sull’opportunità di intitolare una via di Milano a un politico che morì latitante in Tunisia. Ma questi signori, e al di là di ogni opinione politica, non hanno proprio altro da fare in momenti come questi? Ma veramente sembra di stare su scherzi a parte con questi. Scherzi di cattivo gusto naturalmente. Francesco Mangascià


24 dicembre 2016

Buon Natale a Christian e Fabrizio, che, dopo aver servito i cittadini italiani saranno a rischio per tutta la vita

A Milano, due agenti di pattuglia, Christian e Fabrizio, fermano un terrorista, Anis Amnri, autore dell'attentato al mercatino di Natale a Berlino e, tornato poi indisturbatamente in Italia, costui spara ferisce un agente l’altro lo uccide e, per ringraziamento, entrambi, si ritrovano nomi e foto sbattuti in prima pagina, sia i nomi che le foto qualcuno delle istituzioni le ha date ai giornali, e se questi ultimi sono fortemente da stigmatizzare per non essersi evitati dal mettere in pericolo le vite di due eroi, per qualche euro in più, nulla gli si può fare ma, chi ha rivelato nomi e volti mettendo a rischio, il futuro dei due agenti, non ha mancato solo di tatto, ha pienamente dimostrato di non poter rimanere al servizio delle istituzioni. Non ne è all’altezza. Dunque Auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo a Christian e Fabrizio che, dopo aver servito i cittadini italiani saranno a rischio per tutta la vita assieme ai propri familiari, in un paese pieno di pericolosissimi estremisti e di estremismi ideologici che troppo spesso trova giustificazione di sostegno alle aberrazioni con cui massacrano gente inerme. Francesco Mangascià


19 settembre 2016

Le bombe di New York e il politically correct che aiuta il terrorismo di qualsiasi colore

Questa bomba a New York come anche le altre sono crimini, stragi, a consumazione anticipata; è sufficiente porre in essere una condotta che possa integrare tale fattispecie di reato; le bombe chiunque le metta, sono sempre degli atti terroristici, le bombe come questa ultima di New York non sono esplosioni incidentali, sono premeditate il non volerle definire terroristiche, è la dimostrazione più evidente della morte della verità e della democrazia in nome dell'ipocrisia incarnata in quell'atteggiamento sociale detto politically correct che, non è una netiquette che giustamente un editore può imporre poiché pretende che a casa sua si osservino determinate regole ma, altro non è che una vera a propria dittatura sul linguaggio imposta a livello politico e giudiziario. . Il politically correct, che pretende di non chiamare con il nome esatto dei terroristi o le loro azioni è alla luce di questi fatti un aiuto del terrorismo, e dunque merita di essere demolito come oppressore della libertà di opinione e soprattutto come falsificatore delle verità. Francesco Mangascià


3 luglio 2016

Il Bangladesh, non ci dialoga, li uccide i terroristi

Fa rabbrividire, dopo il massacro di Dacca sentir dire nel governo che «Non è solo l'azione militare che sconfiggerà la minaccia», poiché solo abbattendo i terroristi si può arrivare a far cessare azioni degne dei cannibali: chi media chi dice di mediare di parlare, di recuperare i terroristi, dimentica che costoro si stanno macchiando di crimini contro l’Umanità, imprescrittibili e imperdonabili, al di là di ciò che non ne può pensare Obama, e chi ha dato aiuti a questa genìa di mostri del nuovo millennio. Con l’Islam buono, non c’è bisogno di alcun dialogo, se rigetta il terrorismo non ha nulla da difendere così come relativamente alle vittime del terrorismo non c’è nulla di cui parlare, altrettanto è per i terroristi che verranno abbattuti senza tanti se e tanti ma. Differentemente, è chiaro che è, come minimo, ideologicamente colluso chi opta per ascoltare le ragioni dei mostri assassini. Bene ha fatto, dunque, il governo di Dacca a intervenire e a uccidere i terroristi, rifiutando di condividere modalità e tempi dell'intervento con altri paesi, sempre pronti a dialogare con gli assassini, nel nome di più umanità per Caino, il messaggio è chiaro, in Bangladesh vi ammazzano se vi prendono. Francesco Mangascià


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13 giugno 2016

Io non sono gay e non sono manco Omar Mateen, il responsabile della strage di Orlando

E basta! Una volta siamo tutti newyorkesi, un’altra londinesi, un’altra ancora siamo tutti Charlie, je suis Charlie, je suis Charlie, e Je suis Charlie. Rispondere con slogan di solidarietà a stragi, è inutile, se poi non si fa veramente in modo di far cessare le stragi. Il dolore che si può sentire per le vittime di tante efferatezze commesse da terroristi di matrice islamica, non smette, anche se reciti slogan, di assalirti la psiche, né riporta in vita le vittime delle mostruosità, ultima delle quali quella di Orlando commessa da, Omar Mateen, un criminale di origine afgana, nato in America, che ha massacrato gente che nemmeno conosceva solo perché orientati sessualmente in maniera contraria a quanto prevede il testo sacro, il Corano, così come interpretato da Abu Bakr al-Baghdadi leader dello stato islamico del terrore. Non si può essere ammazzati perché si è gay, non si può essere ammazzati, perché un libro sacro lo prevede, o perché lo dice Abu Bakr al-Baghdadi. Purtroppo, i gay seguiteranno a essere massacrati oltre che dai terroristi anche dalle leggi di vari governi omofobi. Manca una vera politica internazionale di contrasto all’omofobia, visto che, nonostante le richieste dell’Onu relative al documento proposto dall’Unione europea sulla depenalizzazione dell’omosessualità nel rispetto della legge islamica, in Iran l’omosessualità è ancora punita con la pena di morte né le condanne a morte pronunciate sono state annullate, in Yemen, nel Qatar dove si giocheranno i mondiali, e in Arabia Saudita l’omosessualità è punita con la condanna a morte. Se, nei confronti di questi paesi, non si prendono fortissime misure diplomatiche a difesa dei gay, è inutile recitare come fosse un mantra che siamo tutti gay, perché in realtà siamo tutti complici degli assassini. Francesco Mangascià


13 maggio 2009

Genro, con il suo comportamento, non sta difendendo solo Battisti, sta facendo le scarpe al suo Presidente: Ignacio Lula da Silva.

Leggo sul Tempo che, il giorno prima che, Achille Lollo, l’assassino dei fratelli Mattei- colui che appiccò il fuoco in cui quei ragazzi morirono- si apprestasse a deporre in favore di Cesare Battisti, davanti alla Commissione dei diritti umani della Camera dei deputati del Brasile, il Ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro, si è lanciato in un arringa dai toni ampiamente accesi e di puro stampo nazionalistico, accusando l'Italia di aver trattato il Brasile come un paese di seconda categoria, poiché si comportò differentemente quando Battisti era sotto l'ala protettiva di Parigi. Premesso che, probabilmente, Battisti non ha mai cessato di essere in qualche modo protetto ad Parigi, la malazione  di Genco non è solo quella di difendere Battisti, direi piuttosto che quanto mette in scena mi appare ormai solo come una mossa propagandistica, nel cui proscenio questo ex guerrigliero presenta sé stesso ideologicamente, mentre in realtà cospira con mire future, proponendosi ai media come uomo forte del Brasile. Genro, con il suo comportamento, non sta difendendo solo Battisti,  sta facendo le scarpe al suo Presidente: Ignacio  Lula da Silva.  

Francesco Mangascià

La vergogna di Lollo, lo stragista che depone per Battisti


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19 gennaio 2009

Una Norimberga per Hamas

Il guru dei diritti umani Cotler vorrebbe portare gli islamisti davanti ai giudici dell’Aia. I sei capi d’accusa

Una volta terminate le operazioni militari nella Striscia di Gaza, inizierà il balletto legale intorno alla Corte penale internazionale dell’Aia. Un film già visto nel 2002 con la campagna “Scudo Difensivo”, quando le Forze di Difesa israeliane, al comando di Ariel Sharon, dopo due anni di attentati suicidi nelle città ebraiche, andarono a stanare i terroristi dentro i territori palestinesi. Mercoledì il ministro della Giustizia israeliano, Daniel Friedmann, si è messo al lavoro con un team di esperti per rispondere al fuoco della giurisprudenza antisraeliana e umanitarista. Il Palestinian Center for Communications and Research ha annunciato azione legale sui “crimini di guerra” d’Israele. Anche alcuni municipi israeliani, come Sderot e Ashkelon, bombardati da Hamas, vogliono muoversi. Ieri l’ambasciatrice israeliana all’Onu, Gabriela Shalev, ha avviato una pratica contro Hamas per aver usato i palestinesi come scudi umani. Intanto la Croce Rossa internazionale conferma che Israele non ha fatto alcun uso improprio delle bombe al fosforo bianco. Cadrà così – pare – uno dei miti neri della disinformazione.

Ancora una volta mass-media, organismi internazionali e influenti organizzazioni non governative gettano accuse su Israele. Durante la guerra in Libano del 2006 i gruppi per i diritti umani, in particolare Human Rights Watch e Amnesty International, si affrettavano a diffondere condanne dei “crimini di guerra” di Israele. Nel villaggio di Qana, Human Rights Watch sostenne, senza prendersi la briga di alcun controllo sui fatti, che gli israeliani avessero fatto strage di civili. I titoli su giornali e tv mondiali spinsero il primo ministro israeliano Ehud Olmert a decretare una tregua che diede a Hezbollah l’opportunità di riorganizzarsi. Human Rights Watch corresse poi accusa e cifre, ma la ritrattazione passò inosservata. 

Il giurista di Harvard Alan Dershowitz ha scritto sul Los Angeles Times un editoriale sui “crimini di guerra di Hamas”. Ma a spezzare l’incanto antisraeliano ci ha pensato il guru dei diritti umani Irwin Cotler, ex ministro della Giustizia canadese e più alto magistrato del paese, docente di legge alla McGill University tirato in causa nelle controversie legate al diritto internazionale. Nonché liberal d’antan e difensore di Nelson Mandela. Un pedigree ineccepibile. Cotler è appena tornato dalla Striscia di Gaza, dove si è recato per stilare un rapporto sulla violazione delle regole di guerra. Risultato: “Hamas è un caso da manuale nella violazione della legge umanitaria internazionale”. Secondo il professor Cotler, è Hamas che dovrebbe essere portata davanti all’Aia. E Cotler convalida la propria asseverazione in sei punti.

Primo. “L’attacco deliberato di civili è in sé un crimine di guerra”. E’ il lancio giornaliero di missili da Gaza verso città, ospedali, scuole, asili nido e case dei civili israeliani che abitano tra Beersheva e Sderot e Ashkelon. Parliamo di 5.700 razzi e 4.000 obici di mortaio lanciati da Hamas a partire dal 2005, l’anno del ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza (da allora l’unico cittadino israeliano presente nella Striscia si chiama Gilad Shalit, è il soldato di leva sequestrato da Hamas due anni e mezzo fa). Da quando nel 2000 sono iniziati i lanci palestinesi da Gaza, i razzi hanno ucciso 19 israeliani. Dall’inizio della controffensiva sono stati lanciati 683 ordigni palestinesi sulla popolazione israeliana: sei civili uccisi, 53 feriti, oltre 200 persone soccorse per shock. E un milione di israeliani sotto tiro, privati della libertà di movimento.

Secondo crimine di guerra. “Gli attacchi portati da Hamas dalle aree civili, siano appartamenti civili, una moschea o un ospedale, al fine di rendersi immuni da una risposta di Israele”. Spiega Cotler che “i civili sono persone protette e le aree civili sono aree protette. Ogni utilizzo dell’infrastruttura civile per lanciare bombe è in sé un crimine di guerra”. Come ha scritto l’esperto di diritto internazionale Yoram Dinstein, “se si verificano vittime civili in conseguenza del tentativo di porre i combattenti al riparo dietro ai civili, la responsabilità ultima ricade sul belligerante che ha messo a rischio in questo modo dei civili innocenti”. La responsabilità è di Hamas che spara dalle case e lascia che sia la popolazione locale a subire i colpi della controffensiva israeliana. L’alto tasso di perdite civili rispetto a quelle dei miliziani è dovuto alla scelta di Hamas di nascondere i propri combattenti nei quartieri civili, anziché affrontare le truppe israeliane. Pochi giorni fa un’intera famiglia palestinese è stata uccisa durante un bombardamento a Gaza City. Nella casa si nascondeva Iman Siam, il sanguinario fondatore del programma di lancio dei Qassam e il capo dell’artiglieria di Hamas. Assieme al predicatore di Hamas, Nizar Rayan, l’aviazione israeliana ha assassinato le quattro mogli e undici figli. Sebbene Israele avesse preavvertito il jihadista dell’attacco, la famiglia ha preferito morire. Non solo. Il giorno prima Rayan aveva convocato tutti. “Chi vuole morire da martire con me?”, ha chiesto ai figli. “Papà, lo vogliamo tutti”. E così è stato. L’esercito israeliano ha appena scoperto uno zoo e una scuola di Gaza minati da Hamas. Lo ha spiegato il parlamentare di Hamas Fathi Hammad: “Abbiamo formato scudi umani di donne, di bambini, di anziani e di mujahideen per sfidare la macchina di bombardamento sionista. E’ come se in questo modo loro dicessero al nemico sionista: ‘Noi desideriamo la morte così come tu desideri la vita’”. C’è un video, consultabile sul sito del ministero degli Esteri israeliano, che mostra come Hamas catturi bambini per strada e li disponga come scudi umani presso gli edifici. Una tattica nota. Il 20 novembre del 2006, l’esercito israeliano ordinò l’evacuazione della casa del capo terrorista Waal Rajeb al Shaqra. Hamas rispose convocando decine di bambini e donne presso la casa. Il portavoce dei terroristi, Musheir al Masri, arrivò sul posto con un “patto di martirio per il bene di Allah” da far firmare ai civili.

Secondo il professor Cotler, Hamas ha violato la quarta convenzione di Ginevra e le regole della Corte dell’Aia con (terzo capo d’accusa) “l’abuso dei simboli umanitari al fine di lanciare attacchi. Come una ambulanza per trasportare combattenti o armi o camuffarsi da medico in un ospedale o usare il logo dell’Onu”. Alti comandanti di Hamas si sono nascosti nel reparto di maternità dell’ospedale Shifa di Gaza, usano l’ospedale per conferenze stampa, al riparo dal fuoco israeliano. Per lo stesso motivo, forze di Hamas si nascondono nei pressi di edifici che fungono da sedi di varie organizzazioni internazionali, come la Croce Rossa e le Nazioni Unite. Almeno 13 giornalisti palestinesi sono stati arrestati e torturati dalle milizie di Hamas da quando il movimento ha preso il controllo totale della Striscia di Gaza nell’estate del 2007. Le famiglie di 450 palestinesi uccisi negli scontri fra Fatah e Hamas hanno chiesto ad Abu Mazen di adoperarsi per portare alla sbarra le milizie “assassine” di Hamas per le “atrocità” commesse.
Per non parlare della dissacrazione delle moschee da parte di Hamas. Come quella Ibrahim al Maqadma a Beit Lahiya, così chiamata in nome del capo terrorista responsabile dell’uccisione di 17 israeliani su un bus di Haifa. L’aviazione israeliana l’ha colpita perché la moschea era usata come santabarbara, centro di reclutamento di miliziani e base militare. Un video lo dimostra.

La quarta violazione, contenuta anche nella carta di Ginevra, è “il pubblico e diretto incitamento al genocidio”. Cotler indica la stessa Carta di Hamas del 1988. Si parla di ebrei, li si addita come passibili di morte, si giustifica l’omidicio con le scritture coraniche, si persegue l’annientamento di donne, vecchi e bambini ebrei. “Ho visto in tv leader di Hamas riferirsi a Israele e agli ebrei come a figli di scimmie e maiali” scrive Cotler. Sui testi scolastici voluti da Hamas in due anni, gli ebrei sono chiamati “serpi assassine”.

Quinto capo d’accusa, Hamas è colpevole di “crimini contro l’umanità” per la campagna a suon di kamikaze e razzi con cui ha messo in ginocchio la società israeliana. In quella palestinese non esistono modelli più grandi dei terroristi suicidi. Istigazione e indottrinamento all’odio sono l’esposizione più tossica dei nostri tempi: forgiano l’ambiente che permette al terrorismo genocida di affermarsi come norma sociale accettata e approvata. Un odio che declina gli ebrei come “maiali”, “immondizia”, “germi” e “parassiti”.

Infine, c’è il crimine di guerra del “reclutamento dei bambini”. La maggior parte dei bambini ospitati nei campi estivi gestiti da Hamas nella Striscia di Gaza ha un’età che varia dagli otto ai 17 anni. Viene loro insegnato a usare armi automatiche e maneggiare granate, a immolarsi con la dinamite e li si avvia al sacrificio islamista. “Sto imparando come uccidere bambini ebrei” ha dichiarato al quotidiano Yedioth Ahronoth il piccolo Muhammad, undici anni, ospite di un campo di Hamas.
Grazie a un giurista come Irwin Cotler, si potrà ancora sperare che il diritto umanitario non venga definitivamente trasformato nell’ultimo rifugio di ipocriti e canaglie e nello schermo con cui i guerrasantieri si sono fatti beffe. Quel diritto è uscito dalle rovine della Seconda guerra mondiale ed è costruito sui morti di Hiroshima, Dresda e San Lorenzo. Non merita di finire nel mattatoio di Hamas. Questa invece meriterebbe la sua Norimberga.

(Nella foto: Da destra a sinistra, i leader di Hamas Saeed Seyam, Ismail Haniyeh, Mahmoud al-Zahar e Nizar Rayan a Gaza il 20 febbraio 2006 - foto Reuters)

Leggi Nostre signore di Allah di Cristina Giudici e Diana Zuncheddu

di Giulio Meotti
http://www.ilfoglio.it/soloqui/1717


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18 gennaio 2009

Gaza/tregua: Assassinare non è un diritto

Alcuni dei politici, D’Alema uno di questi, che sinistramente frequentano al Tavola della Pace, nella realtà del loro dire non sono in cerca di pace, sono solo contro Israele, poiché cinicamente, quando parlano dei morti di Gaza, ignorano quelli di Israele, così facendo vogliono che si legittimi il terrorismo di Hamas e con esso il diritto di uccidere un essere umano se è israeliano, senza che questi abbia il diritto di reagire, di danneggiare in modo grave ciò che appartiene a un israeliano, senza che chi lo protegge possa difendergliela, D’Alema e anche quel Ferrero capo di Rifondazione, quando opprimono ideologicamente lo stato di Israele, con dichiarazioni che pretenderebbero che questi debba tollerare il lancio dei qassam sui propri cittadini, senza reagire militarmente, sono praticamente schierati con chi usa il terrorismo come mezzo di dialogo persuasivo. Istigano. Assassinare la gente, così come fa Hamas, è una scelta e, non può, non deve, diventare assolutamente un diritto, così come il difendersi non dovrebbe essere solo un diritto, ma bensì un dovere.
Francesco Mangascià


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18 gennaio 2009

Provassero a bruciare questa di bandiera..

 

Maurizio Gasparri: «A destra da sempre siamo stati con Israele. D'Alema dice sciocchezze, vada a fare la valletta da Santoro».

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200901articoli/40138girata.asp


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16 gennaio 2009

Lucia Annunziata ha ragione contro Santoro e la prova è nella risposta di Marco Travaglio a una mail su Gaza

E' nella lettera, di Marco Travaglio, inerente, la  propria posizione in questo conflitto di Israele con Hamas, la prova che, Lucia Annunziata ha avuto ragione, quando per dignità si è rifiutata di proseguire a far parte di una trasmissione in cui la legge del linch, palestinista, pretendeva che si impiccasse Israele. Brava Lucia! Santoro, conoscendo la posizione di Marco Travaglio sul tema di ieri sera , si era infatti  ben guardato dal farlo presenziare,  Annozero di ieri sera, era una boiata contro Israele, in cui la si voleva solo condannare, senza vero interesse alla pace.
Francesco Mangascià

La risposta di Marco Travaglio a una mail su Gaza

 Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un'organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani (di origine ebraica e palestinese, cittadini di uno Stato discutibile finchè si vuole, ma democratico). Da tre anni, dopo il ritiro di tutti i soldati israeliani dalla Striscia, quel che accade a Gaza non è più responsabilità di Israele, ma del governo di Hamas, che anzichè lavorare a costruire lo Stato palestinese, s'è occupato di distruggere quello di Israele. L'ultima volta l'ha fatto un mese fa violando unilateralmente la tregua a suo tempo firmata e riprendendo il lancio di missili su centri abitati e uccidendo civili, anche bambini. Di qui la reazione di Israele. I paragoni fra il sequestro della Achille Lauro da parte di una frazione dell'Olp negli anni '80 e il terrorismo sionista degli anni '30 e '40 del secolo scorso non hanno alcun senso: sequestrare una nave italiana piena di civili e uccidere a sangue freddo un ebreo paralitico in carrozzella non c'entra nulla con la guerriglia finalizzata allo stato palestinese. E salvare un assassino come Abu Abbas dalla giustizia (che l'avrebbe condannato per omicidio e sequestro di persone all'ergastolo) per consegnarlo a Saddam Hussein, cosa che fece Craxi dopo Sigonella, è un atto inqualificabile che non va mai dimenticato. Cordiali saluti, Marco Travaglio.

http://www.liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/comments/2141661


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13 gennaio 2009

Differenze tra le V1 e le V2 su Londra e i qassam e Grad su Israele

 

 Sopra La minacciosa ombra di una Fieseler Fi 103 conosciuta come V1 e un missile V2, il primo missile balistico,  in partenza. Dal 15  Giugno del 1944, data del primo lancio delle prima V1 su Londra i nazisti fecero parecchi guai causarono parecchi morti con queste loro invenzioni di morte. Gli inglesi, un anno dopo nel 1945, replicarono poi  bombardardando Dresda col fosforo, Oggi che Israele è sottoposta allo stesso tipo di lanci, da parte di Hamas, e reagisce si urla che non dovrebbe farlo. Ma ciò che vale ed è valso per gli altri, vale anche per Israele o, gli ebrei e gli israeliani sono da considerare, per i critici del suo diritto alla difesa,  esseri umani di seconda categoria? Francesco Mangascià


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12 gennaio 2009

Le bombe son più importanti dei bambini....

 

L'educazione dei bambini di Hamas di Itamar Marcus e Barbara Crook

Immagina un video musicale che insegni ai ragazzi che le bombe sono più importanti dei bambini. Questa non è fantasia - è il messaggio di un video musicale della TV di Hamas. Dopo 5 anni scopre che sua madre indossa una cintura di esplosivo per fare un attacco suicida, e canta: "Ora so cos'è più prezioso di noi". Dopo giura di seguire i passi di sua madre, come attentatrice suicida.

Questo è solo un esempio della vasta gamma dei messaggi di odio della TV di Hamas, progettati per indottrinare i bambini ai valori di Hamas. Ai bambini si insegna ad apprezzare la violenza, l'odio e la supremazia islamica, e che la ricerca del martirio per Allah è il più alto dei valori, che porta "onore e gloria".

PMW(Palestinian Media Watch ndr)ha fatto una compilation di cinque minuti presi dalla tv di Hamas di Hamas che documenta l'indottrinamento dei bambini.

Bambino di Hamas: http://origin.ih.constantcontact.com/fs083/1101929139886/img/148.jpg?a=1102397115871

Cliccate qui per vedere il video: http://www.youtube.com/watch?v=YIBNRVgq59Y

In aggiunta al video che mostra la figlia di un attentatore suicida, questa compilation comprende un video musicale che mostra il passaggio di un ragazzo dall'infanzia all'età adulta, dove viene mostrato il suo eroico martirio; un pupazzo che promette la supremazia del mondo islamico, la morte degli infedeli e la trasformazione della Casa Bianca in Moschea; ed un talk-show che mostra bambini dell'asilo che marciano in maniera militare, brandendo armi ed auspicando Jihad e martirio.

Inoltre ci sono le dichiarazioni di Hillary Clinton nella conferenza stampa del PMW(Palestinian Media Watch)tenuta nel Senato degli Stati Uniti d'America, dove ha criticato i libri scolastici e la televisione palestinesi dicendo che "avvelenano profondamente le menti di questi bambini".

Per contattare il Palestinian Media Watch(in inglese,in arabo o in ebraico):

Telefono: +97226254140Fax: +97226242803Email: pmw@pmw.org.ilSito web: http://www.pmw.org.il

Indirizzo postale:PMW - King George, 59 - Jerusalem - Israel-- Traduzione di In Difesa di Israele - indifesadisraele@gmail.com - Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Difendere-Israele/1132177495 ; Myspace: http://www.myspace.com/indifesadisraele


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12 gennaio 2009

Dio mio come sei ri-caduta in basso..

 

Barbara Spinelli, con falsi,distorsioni, manipolazioni all'attacco di Israele
ci ricorda il non dimenticato discolpati ebreo.

L'editoriale di Barbara Spinelli, sulla STAMPA di oggi, 11/01/2008, a pag.1-27, ci ricorda il suo non dimenticato " Discolpati ebreo ", Per contestare l'immondezzaio contenuto in questo articolo dovremmo scriverne un altro. Certo, Spinelli, è come sempre abile nel riprendere .


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8 gennaio 2009

Ci mancava solo il cardinal Martino...

Per il cardinale Martino «Gaza assomiglia sempre più a un grande campo di concentramento», ma ch’io sappia, nei campi di concentramento i deportati non avevano qassam, né missili né grad, né mortai né Kalashnikov o dinamite; per quei poveretti  c’erano solo i forni crematori e, l’unica via di uscita era purtroppo solo il fumo del camino di quei templi dell’orrore. Gli unici campi di concentramento, di cui dovrebbe fare ammenda il cardinale, invece di Israele, sono quelli che voleva creare lui nel 2006, quando , voleva far inserire nelle scuole statali italiane l'ora di religione islamica e di lingua araba. Dei campi di concentramento religioso nelle nostre scuole, che nella concezione assurda del proprio secolarismo, dovevano ignorare qualsiasi altra religione.
Francesco Mangascià


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7 gennaio 2009

On D'Alema non è che non ci vai, è che nun te ce vonno!! non puoi entrare!!

 D'Alema sulla sua esclusione alla riunione di sabato,  ha risposto  a Pacifici: “Non vado dove prevale la logica di parte” ,D'Alema glissa, poiché non è che lui si rifiuti di andarci ma piuttosto che non ci può andare, poiché  la sua presenza all'incontro Sostenere Israele, sostenere la pace, non è gradita e,  d'altronde come potrebbe essere altrimenti, visto che, in passato  anche l'attuale  presidente della Camera on Gianfranco Fini disse : “Spiace constatare che Hezbollah gode della solidarietà del ministro degli Affari esteri”. quando D'Alema era alla Farnesina e, oggi che, l'on D'Alema  fortunatamente non è più alla Farnesina, reitera, e giudica intelocutoreHamas, nonostante questo gruppo terrrorista sia sulla lista nera delle Ue per le organizzazioni terroristiche e, si proponga, come Adolf Hitler,  l'annientamento degli ebrei, e di Israele.
Francesco Mangascià


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1 gennaio 2009

Sheikh Nizar Rayyan, ha finito di assassinare

  
Il cannibalismo ideologico di questa guida spirituale, Sheikh Nizar Rayyan  arrivò ad inviare  persino il proprio figlio,  a commettere azione da kamikaze. Sheikh Nizar Rayyan, oggi morto in seguito a un bombardamento israeliano,   all'interno di Hamas era succeduto come leader spirituale allo sceicco Yassin, e come lui, da mandante  si era reso responsabile di uccisioni di civili israeliani attraverso azioni terroristiche, aveva addirittura promulgato una sorta di fatwa, per consentire alle donne di commettere attentati kamikaze e ciò   è contro ogni regola dell'Islàm.  Perlomeno quell'Islàm definibile d'onore. Non solo Israele ma anche molti palestinesi vivranno meglio dopo la sua dipartita. Inch'ALLAH!
Francesco Mangascià


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permalink | inviato da ITALIASVEGLIATI il 1/1/2009 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

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