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29 giugno 2009

Honduras: non è un colpo di stato

Non è giusto definire colpo di stato l'arresto e l'espulsione  in Costarica del presidente honduregno Manuel  Zelaya. Il presidente, Zelaya  aveva promesso di andare avanti con il referendum sulla riforma costituzionale malgrado l'opposizione della Corte Suprema, dell'esercito, del Congresso e dei membri del suo stesso partito, al solo ed unico scopo di stravolgere la costituzione e ottenere  una riforma costituzionale che gli avrebbe permesso di presentarsi per un secondo mandato presidenziale. Un costituzione fatta su misura per sé stesso.Manuel  Zelaya, ha meritato ampiamente di essere arrestato, forse sarebbe stato più consono farlo attraverso la formula  dell'empichement; quella riservata rtroppo aramente ai pezzi da 90; poiché stava violando gli ordinamenti del paese di cui era presidente. La Ue sbaglia a unirsi a Chavez, nelle proteste, per la rimozione di un presidente che, non è stato sicuramente fucilato ed è talmente libero che può  protestare pure in televisione, dal Costarica. Manuel  Zelayan, era un presidente che  stava violando la Costituzione del proprio paese, e doveva essere fermato. Come mai questa Ue, vede il golpe sempre e solo a senso unico?
Francesco Mangascià




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27 giugno 2009

Nokia/ Siemens e gli altri: E' complicità in crimini contro l'umanità

Non si può ridurre a semplice sanzione finanziaria,  il collaborazionismo commerciale  di parecchie industrie europee di software nelle violazioni dei diritti umani in Iran,  poiché queste violazioni, oltre a restrizioni della libertà hanno provocato torture e morte a degli esseri umani, e pertanto quelle industrie si sono macchiate di complicità in crimini contro l’umanità:  e per questo reato non esiste prescrizione. La magistratura italiana, dovrebbe indagare e, immediatamente  arrestare, i responsabili delle ditte italiane che, come denunciato da  safety and freedom,  www.isfreedom.org  come  la Siemens e la Nokia, hanno venduto sistemi di filtraggio e censura delle comunicazioni fornendolo alle società  iraniane Itc e Cic che lo utilizzano per conto del ministero della Cultura allo scopo di identificare i dissidenti e bloccare siti sgraditi all'interno dell'Iran. Assieme a veri e propri corsi di aggiornamento per la Vevak, la polizia segreta degli ayatollah Non si può essere esenti da incriminazioni che comportino l’obbligatorietà di un emissione di mandato di cattura,  per motivi economici, quando ci si rende complici di crimini contro l’umanità. La magistratura italiana, senza inutili condizionali,  deve, imperativamente,  intervenire, non può esentarsi dal farlo, poco importa se in un inchiesta del genere, si rileveranno, anche, responsabilità di qualche politico italiano, poiché il reato di crimini contro l’umanità l’immunità parlamentare non vale.Nokia/ Siemens e gli altri: E' complicità in crimini contro l'umanità.

Francesco Mangascià


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26 giugno 2009

Chi sta con chi sull'Iran? Il dilemma di Trieste

In Italia tutti stanno con i "verdi", almeno in linea teorica.  Più l'opposizione, pd in testa, dei partiti di governo, più i sindacati dei partiti. La linea già dalemiana dell'"equivicinanza" ha trovato il suo campione in Frattini che a Trieste spera di compiere il miracolo di una posizione che esprima condanna per i massacri ma al contempo massimo rispetto per i risultati elettorali. 
 

Chi sta con chi sull'Iran? Il dilemma di Trieste


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24 giugno 2009

Iran. Come seguire la crisi su Internet

I mass media tradizionali, specialmente quelli italiani, hanno grosse difficolta' a seguire cio' che accade in Iran, sia perche' le autorita' di Teheran hanno proibito ai giornalisti stranieri di circolare, sia perche' non sempre sanno utilizzare i nuovi strumenti di informazione online (i cosiddetti new media o citizen media, come Twitter, Facebook, Youtube, etc.).
Cosi' accade che nessuno dei maggiori quotidiani italiani offra una diretta di cio' che alcuni coraggiosi iraniani riescono a far trapelare sfidando, a loro rischio e pericolo, la censura e il ferreo controllo di Internet da parte delle autorita' iraniane. Anche le agenzie di stampa (con l'eccezione di Reuters e Associated Press) lanciano solo notizie ufficiali (tizio ha detto questo, caio quest'altro).
Vi sono pero' alcuni siti dove e' possibile seguire passo passo l'evolversi della crisi iraniana. In particolare si tratta di tre blog, ospitati anche da quotidiani tradizionali, curati da giornalisti estremamente capaci e abili con i nuovi media. Li' potrete trovare informazioni aggiornatissime, immagini e filmati che i media italiani ignorano oppure riprendono solo nei giorni successivi.
Questi siti sono in lingua inglese. Per chi non legge l'inglese, e' possibile utilizzare una traduzione istantanea di
Google Translation (si puo' inserire il link del blog, e l'intera pagina web appare tradotta in italiano).
I piu' intraprendenti potranno visitare
Twitter.com (hash tags: #Iranelection #iran #neda). Qui postano diversi studenti e oppositori iraniani, tra cui lo stesso Mir Hossein Mousavi (nick mousavi1388). E' da qui che spesso giungono informazioni che sfuggono alla censura iraniana. Ma attenzione a seguire solo fonti attendibili. Infatti e' uno strumento utilizzato massicciamente anche dalle autorita' iraniane per fare propaganda e disinformazione. Con un po' di pratica, non e' difficile individuare i twitters piu' attendibili.

Ecco i blog piu' aggiornati ed esaustivi:
The Guardian:
http://www.guardian.co.uk/news/blog/
New York Times (The Lede):
http://thelede.blogs.nytimes.com/
Huffington Post:
http://www.huffingtonpost.com/2009/06/13/iran-demonstrations-viole_n_215189.html

Altri siti utili:
Teheran Bureau:
http://tehranbureau.com/
National Iranian American Coucil blog:
http://niacblog.wordpress.com/
IReport (Cnn):
http://www.ireport.com/ir-topic-stories.jspa?topicId=270440
Citizen tube (video):
http://www.citizentube.com/

 

http://www.aduc.it/dyn/tlc/arti.php?id=263831


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24 giugno 2009

Escort e rivoluzioni

Il Presidente  del Consiglio, ha detto due parole su Israele, dopo aver parlato, come su  tre libri, della moglie, Veronica, e ora riparla sulle  le escort. Sull'Iran, il Suo governo è pieno di riverenze: siamo annoiati ,da tutte  queste storie di escort vere o presunte che siano. Basta! tutto ha un limite, Berlusconi dovrebbe tenere a mente che, mica è stato votato per raccontarci le sue vicissitudini in eterno. Meglio le rivoluzioni come quella iraniana allo spettegolezzo rosa.
Francesco Mangascià


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23 giugno 2009

IRAN: Anche la polizia di Idi Amin, domandava il prezzo dei propriettili usati per eseguire gli oppositori

Io, non sono dispiaciuto assolutamente che al G8 dei ministri degli esteri di Trieste non venga un governo come iraniano, che dopo aver assassinato dei dimostranti domanda pure i soldi spesi per i proiettili usati per ucciderli, così  come è stato raccontato a Farnaz Fassihi, corrispondente da Teheran del Wall Street Journal, dai genitori di Kaveh Alipour, uno dei ragazzi massacrati dalle forze dell'ordine iraniane sabato scorso,  al padre di un ragazzo di 19 anni,  ucciso durante la manifestazione di sabato a Teheran, sono stati chiesti prima della riconsegna del cadavere del figlio il corrispettivo di 3mila$ per "ripagare i proiettili usati per uccidere il ragazzo.  Questi, signori,  sono uguali se non peggio di Bokassa e Idi Amin, la cui polizia,  anch'essa, domandava il prezzo dei proiettili usati per eseguire gli oppositori di quei due criminali:  seguitare a lisciarli con mille salamelecchi, significa solo legittimare l'oppressione in atto in Iran.  Perché Idi Amin e Bokassa, furono, giustamente, rovesciati e questi no?

Francesco Mangascià


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22 giugno 2009

Referendum, in Italia come in Iran?

L'Italia è come Iran? Se le accuse di Guzzetta sono vere, il referendum va ripetuto! E' gravissimo quanto denunciato da Guzzetta, se,  quanto è stato denunciato dal presidente del comitato promotore del referendum è avvenuto, quanto accaduto  è un attentato alla Costituzione, consumato, e su questo reato non ci sono immunità parlamentari che tengano! E chi se ne è reso responsabille paghi! Se in alcuni seggi si è tentato di impedire  degli elettori di votare i tre referendum, chi se ne è reso responsabile vada in galera e lungamente pure!

  ACCUSE DI GUZZETTA - «Le intimidazioni del ministro dell'Interno Maroni hanno funzionato: in molti seggi non volevano nemmeno dare le schede per far votare per i referendum», accusa il presidente del Comitato promotore per i referendum, Giovanni Guzzetta. «In un seggio di Milano una signora si è sentita dire che siccome non doveva votare per i ballottaggi non avrebbe potuto esprimere il suo voto neanche per il referendum. E non volevano darle la scheda. Solo dopo varie insistenze e l'intervento di altre persone si è riusciti a convincere il presidente del seggio a consegnarle le schede per farla votare. A Venezia sono stati gli elettori a dover chiedere le schede perché i presidenti dei seggi non le stavano distribuendo. Di questi casi abbiamo i nomi degli interessati e identificazione dei seggi. Quando sarà il momento chiederemo spiegazioni nelle sedi opportune», avverte Guzzetta. «In un altro seggio di Milano hanno cercato per ben quattro volte di verbalizzare che ci si voleva astenere dal referendum quando invece non era vero e gli elettori hanno dovuto insistere far valere le proprie ragioni. Il ministro dell'Interno è riuscito nel suo intento: terrorizzare i presidenti di seggio, che in molti casi stanno venendo meno al proprio dovere».

http://www.corriere.it/politica/speciali/2009/elezioni/notizie/referendum_ballottaggi_020d932c-5e34-11de-8c08-00144f02aabc.shtml


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22 giugno 2009

E questi sarebbero i nostri alleati?

Fate vobis, ma qui, nelle foto, questi nostri alleati, appaiono  amichevolmente alleati di Ahmadinejad..

Frncesco Mangascià




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21 giugno 2009

A Trieste si potrà manifestare contro il Ministro degli Esteri iraniano?

Il governo,  dovrà affrontare un grosso problema, durante la riunione del del vertice del G8 dei ministri degli Esteri a Trieste, poiché cosa farà la polizia italiana, dopo aver in passato,  tollerato, manifestazioni in cui esponenti dei centri sociali, pseudo pacifisti   e immigrati di fede islamista, bruciarono in piazza bandiere israeliane?  impedirà  che si manifesti contro il regime di Teheran? Che si urli, al rappresentante degli esteri iraniano, che il governo a cui appartiene , ha assassinato una ragazza di nome Neda, ormai martire del web, in tutto il mondo, in barba a  Khamenei e ad Ahmadinejad . Ciò, solo nel  caso che, delle manifestazioni di protesta siano in programma visto che, ormai in Italia, tutta la politica è ridotta penosamente a una serie di gossip…

Francesco Mangascià


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20 giugno 2009

Nessuna speranza dall'Iran

Moussavi, è pronucleare tanto come Ahmadinejad anche se probabilmente meno assatanato. I due, sono entrambi vecchi arnesi del regime degli ayatollah. Solo che la gente lì è davvero inrritata e spera anche in Moussavi; la mia impressione è che questa cosa del nucleare raccolga consensi in assoluto: è questione di nazionalismo; tutto quello a cui noi assistiamo, oltretutto, non è che accada perché si voglia dare  più libertà in Iran, anche se in pIazza ci si spera, o  meno minacce di guerra a Israele: il tutto è solo uno scontro di poteri, e anche  per denaro,  tra differenti autorità.

Francesco Mangascià


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19 giugno 2009

Avvenire su Berlusconi: cioè i consigli, a Silvio, dal nemico...

Attraverso un editoriale il giornale dei vescovi Avvenire, assieme ad altre sciocchezze,  si domanda pure se il presidente del Consiglio abbia finora scelto la linea di resistenza migliore e i difensori più appropriati al suo caso». Poiché  è un diritto di stampa mostrarsi ineducati, Avvenire, è libero, e sempre lo sia,  di scrivere ciò che vuole, in questo caso è libero di proporre il licenziamento dell’avv. di Silvio Berlusconi On. Ghedini; ma, pretendere con ciò che, il nemico, poiché lor signori porporati stanno con l’opposizione e sono il nemico,  possa consigliare, per bontà, a Berlusconi di cambiare legale, e che il Pres. del Consiglio  li ascolti pure, mi sembra veramente un inutile eccesso di arroganza ecclesiastica, poiché se Berlusconi li ascoltasse, sarebbe come se un imputato si facesse consigliare il legale dal magistrato che lo ha rinviato a giudizio.  

Francesco Mangascià




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16 giugno 2009

Manterremo dei terroristi con i soldi del contribuente?

Son proprio curioso di sapere come faranno gli esponenti della Lega Nord e quelli provenienti da An ha spiegare ai propri elettori, senza inimicarseli, che il governo accoglierà degli ex detenuti rilasciati da Guantanamo, gli troverà un lavoro, casa, e ogni altra necessità, poiché questi vivranno qui da noi dove  probabilmente saranno raggiunti anche dalle loro famiglie. Siamo al paradosso, più assurdo, non ci son soldi per gli italiani ma,  ve ne sono per i terroristi di matrice islamista, dei combattenti illegali che ci odiano, e per le loro famiglie. Come si farà a spiegare agli elettori del centrodestra che il governo in carica spenderà soldi per agevolare dei terroristi? Quanti di questi elettori, saranno ancora con Silvio, dopo un tradimento del genere?

Francesco Mangascià




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14 giugno 2009

Teheran si rassegni, Gerusalemme raderà al suolo le sue centrali nucleari

Le proteste del dopo elezioni in Iran, mostrano che solo la polizia e i pasdaran, fronteggiano gli oppositori di Ahmadinejad, ciò significa che non ci sono i sostenitori di Ahmadinejad. I suoi voti sono schede false. False elezioni. La democrazia, sicuramente non si esporterà manco di fronte a questo abuso della democrazia ma, Israele non può aspettare di esser aggredita da chi disse, stentoreamente,al mondo intero, che la Repubblica ebraica,doveva essere cancellata dalle mappe. Teheran, in caso di conflitto con Gerusalemme, non potrà ricattare l'occidente minacciandolo di chiudere lo stretto di Hormuz.  L’Iran, non può fare proprio nulla per bloccare lo stretto di Hormuz, in caso di guerra con Israele, è vero che  possiede missili dalla gittata di molti  Km capaci di raggiungere le petroliere, e magari son pure armati con plutonio nordcoreano e bloccare con ciò ,  il flusso del 30% del greggio nel mondo ma, è anche vero che, per quello stesso stretto passa il 70 % del carburante che all’Iran necessita per uso nazionale, dunque che fa Teheran si dà le sanzioni da sola? Eppoi poi se Teheran affondasse, o tentasse anche solo di farlo,  una sola di quelle petroliere che lì transitano, si esporrebbe, non più solo a un attacco sulle centrali nucleari, ma metterebbe a rischio anche quel suo gioiello tecnologico da 15 miliardi di $, il petrolchimico di Assaluyeh, per non parlare delle dighe e tutte le sue fabbriche di armi, poiché se la follia iraniana arrivasse al punto di affondare anche una sola petroliera battente bandiera americana, o appartenente a una compagnia americana, o alleata, gli americani, avrebbero carta bianca e aiuto anche da Ankara, stavolta. E se in Iran, entrano i turchi quelli non se ne vanno più. L'Iran di rassegni, quelle centrali saranno rase al suolo.Neanche Obama gliele può più salvare.

Francesco Mangascià




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14 giugno 2009

D'Alema's ridicolaggini

Massimo D'Alema,  incredibilmente, accusa Berlusconi di incapacità di governare il paese, e anche di immagine, specialmente sulla scena internazionale. Con Gehddafi che ha appena lasciato l'Italia e l'ha definita un paese amico? Un pensiero non solo spudorato quello di Massimo D'Alema ma, anche ridicolo, ridicolo come il piddì e, quella crocerossina baffuta e ossequiante e, a lui somigliante, in visita, nella tenda del Raìs..
Francesco Mangascià




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13 giugno 2009

Plutonio e Iran

Dopo l’ultimo inasprimento, da parte delle Nazioni Unite,  delle sanzioni a cui è già sottoposta, la Corea del Nord, ha minacciato di voler dedicare al proprio programmi militare nucleare tutto il plutonio di cui è in possesso. Poiché la Corea del Nord, ha interessi comuni con l’Iran di Ahmadinejad, è facile capire che anche l‘Iran è in possesso di plutonio e, se l’Iran, ha il plutonio e, non solo l’uranio, può ridurre il peso di ciò che può inserire nei suoi missili, e lanciarli fino a 2mila km, Israele inclusa. Durante la I guerra mondiale il generale francese Castelnau, mentre era in riunione con suoi ufficiali, apprese che il proprio figlio era morto in battaglia, dopo un attimo di silenzio, ai suoi ufficiali ammutoliti disse una frase che sarebbe diventata uno slogan sui campi di battaglia:« Continuiamo Signori ». Che diremo noi, quando Teheran avrà distrutto una città, o parte di essa,  grazie al plutonio nordcoreano? diremo:« Continuiamo Signori?» oppure Obamianamente opteremo, per un politicamente corretto:« tolleriamo e poi dialoghiamo Signori »

Francesco Mangascià


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13 giugno 2009

Stavolta vi rompono..

Ormai gli è rimasta solo la guerra.Un paese diviso. E' il suo inizio della propria fine e di chissà quanti altri iraniani,innocenti,  che trascinerà all'inferno assieme a lui.


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12 giugno 2009

Il colonello, davanti a Gianfranco Fini, ha marcato visita...

Fini, a causa del ritardo di Gheddafi, ha giustamente deciso di non  far umiliare l'incarico istituzionale che ricopre né di far umiliare la camera dei deputati,  annullando l'incontro col leader libico. D'Alema, ha giudicato ineccepibile la decisione di Fini ma poi si è messo al riparo affermando che, Gheddafi stava male. Una cosa è certa, la maleducazione e l'arroganza del  colonello, stavolta, l'unica, è stata  rispedita, istituzionalmente al mittente. E stavolta Gheddafi, non ha lanciato strali, poiché davanti a Fini, si è dato malato. Il colonello, davanti a Gianfranco Fini, ha marcato visita...

Francesco Mangascià




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11 giugno 2009

Il senato è aperto per Grillo ma non per Gheddafi?

C’è da sbellicarsi dalle risa, nel nostro paese, Grillo, può andare in un aula del senato, e torto o ragione che abbia, può permettersi di insultare tutti, mentre Gheddafi, in visita nel nostro paese, dal senato dove doveva fare il suo discorso viene trasferito a palazzo Giustiniani, il tutto dopo che, incredibilmente, i giornali di sinistra hanno montato una polemica sull’immagine  Omar al Mukhtar, il «leone del deserto», che Gheddafi portava appuntata sul petto in una foto, invece di aprirne una assai più consona sull’invito fatto da Gheddafi, a un incontro di riconciliazione con gli ebrei, programmato per sabato, cosa che se avvenisse in quel giorno sarebbe una dissacrazione per gli ebrei.  L’Idv, per contestare il discorso di Gheddafi  aveva addirittura occupato l’aula, e nessuno li ha fatti sgomberare. Questo tipo di situazioni, abnormi, oltreché ridicole,  si metteranno  a posto solo votando sì al Referendum.  

Francesco Mangascià




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8 giugno 2009

La sinistra radicale, è completamente defunta

Ora, nella totalmente defunta sinistra radicale, si inizierà a dire che, in Italia non c'è democrazia, poiché per la seconda volta consecutiva, il cittadino, ha deciso di fare a meno dei comunisti o presunti tali, non votandoli. La democrazia, fortunatamente, al contrario del loro 'pensiero unico' , si esprime così. La sinistra radicale,  è ormai rifiutata da tutti, persino da gran parte degli operai di cui con supponenza arrogantissima e menzognera per decenni hanno preteso di essere gli unici difensori.  Pantalone, ha capito che non li può più votare e, come potrebbe votare chi, come quel Diliberto, mentre il popolo era tartassato dalle tasse di Prodi e Padoa Schioppa, invece di contrastare quello scempio ne accettava le decisioni e progettava di portare la mumma di Lenin in Italia. La mummia del mostro, non arrivò, dunque si seppellissero loro accanto al bolscevico nel mausoleo dedicato a Lenin, nella Piazza Rossa a Mosca. Tanti saluti e addio per sempre.

Francesco Mangascià




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6 giugno 2009

La Fiat, la Saab e il Fighter Jet, JAS 39C Gripen

Fighter Jet JAS 39C Gripen - Controlling The Battlefield

 Entrare nella Saab sarebbe un ottimo investimento sia per la Fiat che per il paese;Fiat, non deve assolutissimamente rientrare in corsa per l'acquisto dell'Opel ma puntare tutto su Saab  La Saab, oltre alle macchine produce uno dei più bei caccia che è in circolazione, aerei sicuramente migliori degli F-16 che gli Usa pretenderebbero di venderci e,  poiché l'Italia ha bisogno di nuovi aerei militari, se la Fiat entrasse nella Saab ci guadagnerebbe l'intero paese, poiché l'investimento futuro dell'aereonautica militare italiana, dovrebbe essere  nella Saab, amenoché, non si preferica acquistare quei catorci americani vecchi più di 30 anni, aerei che l'India ha rifiutato, ritenendoli inferiori ai caccia francesi a quelli russi e a questo gioiellino nel video. http://www.youtube.com/watch?v=FwuhtYHQLnc 

Francesco Mangascià




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