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Su quella che dice la vittima è diventato un mestiere

Nel nome delle democrazia, e del reinserimento umanista dei terroristi abbiamo dovuto pure assistere a un necrologio che, invece di un omaggio al defunto, è un insulto ai suoi parenti e una suprema negazione della verità nella nostra società, poiché quella ex brigatista che sostiene che: c’è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, dovrebbe sapere che ormai il mestiere, cioè chi ci magna, chi fa conferenze sugli anni bui del terrorismo son più facilmente identificabili negli attori responsabili, gli assassini, di quegli anni bui, e non certo nei parenti delle vittime che a differenza loro, sono condannati a vita all’ergastolo del più doloroso dei ricordi, quello in cui si rammenta che il proprio caro è stato ammazzato, e qualcuno dei suoi assassini è persino libero di autocelebrarsi come guida morale o intellettuale di una società sempre più banalmente assurda. Francesco Mangascià

Pubblicato il 20/3/2018 alle 16.31 nella rubrica Diario.

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